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Tre interpreti nella stagione della Camerata Musicale Barese

Dalle sonorità profonde delle tradizioni africane alle grandi pagine della musica europea tra Ottocento e Novecento, fino al pianismo contemporaneo capace di unire Oriente e Occidente

Dalle sonorità profonde delle tradizioni africane alle grandi pagine della musica europea tra Ottocento e Novecento, fino al pianismo contemporaneo capace di unire Oriente e Occidente: tre concerti di grande prestigio hanno arricchito la stagione della Camerata Musicale Barese, portando a Bari artisti tra i più autorevoli e originali della scena musicale internazionale. Gli appuntamenti, realizzati con il sostegno della Fondazione Puglia, hanno visto protagonisti il violoncellista sudafricano Abel Selaocoe, il violinista Maxim Vengerov insieme alla pianista Polina Osetinskaya, e il pianista e compositore turco Fazıl Say, offrendo al pubblico tre esperienze musicali diverse ma accomunate da una straordinaria intensità artistica.

Abel Selaocoe: il violoncello come ponte tra culture

Il primo appuntamento si è svolto il 23 febbraio 2026 al Teatro Piccinni, con il violoncellista sudafricano Abel Selaocoe e il suo Bantu Ensemble. La storia artistica di Selaocoe è profondamente legata al contesto in cui è cresciuto: nato nei pressi di Johannesburg, ha scoperto la musica grazie ai programmi educativi che, negli anni successivi alla fine dell’apartheid, hanno portato lo studio degli strumenti nelle scuole sudafricane. Da quella esperienza è iniziato un percorso che lo ha condotto prima in Europa per perfezionare gli studi e poi sulle principali scene musicali internazionali.

Ciò che rende unica la sua proposta musicale è la capacità di fondere tradizioni differenti. Nei suoi concerti il violoncello non si limita al repertorio classico, ma diventa uno strumento capace di dialogare con la musica africana, con il canto e con l’improvvisazione. Il concerto barese ha riflesso pienamente questa visione artistica: insieme al Bantu Ensemble, Selaocoe ha proposto un programma che intreccia linguaggi musicali diversi, creando un viaggio sonoro tra Africa ed Europa. Ritmi pulsanti, melodie evocative e momenti di intensa introspezione si sono alternati in una narrazione musicale capace di trasformare il concerto in un’esperienza di forte impatto emotivo.

Maxim Vengerov e Polina Osetinskaya: due talenti precoci della grande scuola russa

Il 12 marzo 2026, il Teatro Petruzzelli ha ospitato uno degli eventi più attesi della stagione con il recital del violinista Maxim Vengerov e della pianista Polina Osetinskaya, due interpreti che incarnano la grande tradizione musicale russa.

Vengerov è stato un autentico bambino prodigio: nato a Novosibirsk, ha iniziato a suonare il violino in giovanissima età e ha rapidamente conquistato i principali concorsi internazionali, affermandosi come uno dei violinisti più importanti della sua generazione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con le più prestigiose orchestre del mondo e con i maggiori direttori d’orchestra, ampliando negli ultimi anni la propria attività anche alla direzione e all’insegnamento.

Accanto a lui la pianista Polina Osetinskaya, anch’essa protagonista di una storia artistica precoce. Dopo un debutto giovanissimo sulle scene concertistiche, ha costruito una carriera internazionale caratterizzata da interpretazioni di grande sensibilità e profondità emotiva.

Il programma del concerto ha attraversato alcune tra le pagine più significative della musica da camera tra Ottocento e Novecento, con opere di Franz Schubert, Johannes Brahms e Dmitrij Šostakovič. Tre compositori molto diversi tra loro, che hanno esplorato in modo originale il dialogo tra violino e pianoforte. Durante la serata si sono alternati momenti di grande lirismo romantico, passaggi di intenso virtuosismo e pagine di forte tensione espressiva, offrendo al pubblico un percorso musicale ricco di sfumature e profondità interpretativa.

Fazıl Say: il pianista che racconta la musica tra tradizione e modernità

Il ciclo di concerti si è concluso il 23 marzo 2026 al Teatro Piccinni con il recital del pianista e compositore Fazıl Say, figura tra le più originali del panorama musicale contemporaneo. Nato ad Ankara, Say ha iniziato a studiare pianoforte fin da bambino e si è formato tra Turchia ed Europa, sviluppando uno stile che unisce la grande tradizione pianistica occidentale con le suggestioni della cultura musicale turca.

La sua carriera è caratterizzata da una doppia identità artistica: da un lato pianista virtuoso, capace di affrontare il grande repertorio con straordinaria intensità interpretativa; dall’altro compositore creativo, che nelle proprie opere intreccia influenze culturali diverse. Questa capacità di muoversi tra mondi musicali differenti rende ogni suo concerto un’esperienza musicale particolarmente coinvolgente.

Nel recital barese Say ha guidato il pubblico in un percorso attraverso il grande repertorio pianistico, alternando pagine di forte virtuosismo a momenti di grande introspezione musicale. Il programma ha evidenziato la straordinaria varietà espressiva del pianoforte, restituendo al pubblico un viaggio musicale che attraversa epoche, stili e tradizioni culturali.

La musica internazionale protagonista della stagione culturale barese

I tre concerti hanno ricevuto ampia attenzione da parte della stampa e dei media online, con articoli pubblicati sui principali quotidiani regionali e su numerosi portali culturali, a testimonianza del valore artistico della stagione della Camerata Musicale Barese e dell’interesse suscitato nel pubblico.

Attraverso il sostegno a iniziative di questo livello, la Fondazione Puglia continua a promuovere la diffusione della musica e della cultura nel territorio, contribuendo a portare a Bari artisti di fama internazionale e offrendo al pubblico occasioni di incontro con alcune delle esperienze musicali più significative della scena contemporanea.