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Università di Bari - Dipartimento Scienze Economiche e

Metodi Matematici

"La Nuova Dimensione Istituzionale dei Processi Economico-Sociali"

 

 

   

 

 

 

Una ricerca molto importante svolta dal Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bari, dal titolo “La nuova dimensione istituzionale dei processi economico-sociali”, finanziata da Fondazione Puglia con un contributo di €.25.000,00 ha acceso i riflettori sui cambiamenti degli interventi statali nei settori economici e sociali nel contesto dell’evoluzione a governo europeo. 

Obiettivo della ricerca è quello di indagare il rapporto fra diritto ed economia. Ai tempi della Stato-Nazione si è sviluppato un rapporto egemonico della politica sull’economia, considerato che la politica si proponeva di conseguire l’obiettivo di controllare e indirizzare l’economia in funzione  redistributiva e di tutela dei diritti sociali. Nell’attuale contesto della globalizzazione, invece, il rapporto è stato invertito tutto a favore, del mercato e delle sue dinamiche, compromettendo, tra l’altro, la capacità decisionale dello Stato. 

L’eliminazione, pressoché totale, delle barriere commerciali e finanziarie ha reso perlopiù evanescenti i “confini” tra gli ordinamenti, i quali, se fino a qualche decennio fa, potevano considerarsi disgiunti, perché l’uno diverso dall’altro per storia e cultura giuridica, e sostanzialmente chiusi nel “giardino dorato” dello Stato, oggi devono, invece, essere inquadrati in un sistema integrato nel quale, le economie di ciascuna realtà nazionale sono interdipendenti, così come sono oramai intrecciate le politiche economico-finanziarie. 

In una fase ben precisa della vita politica del Paese, lo Stato ha “invaso” taluni settori economici, rinunciando successivamente ad una quota consistente delle proprie attività imprenditoriali e si è affidato quasi esclusivamente al mercato aperto e concorrenziale. Così facendo, lo Stato si è autolimitato nello svolgimento del suo ruolo politico di garante dei diritti sociali e al tempo stesso, di promotore dello sviluppo economico. L’armonia, o la convivenza, tra gli Stati sovrani ed il sistema europeo, che consentiva di ricercare opportuni compromessi per risolvere le problematiche che, di volta in volta, si presentavano dinanzi a loro, sembra si sia frantumata dinanzi alla “finanziarizzazione” dell’economia. 

L’integrazione europea, non dovrebbe dare quale suo unico esito quello di assecondare i “fondamentalismi del mercato” ma, al contrario dare corpo alla prospettiva della rimodulazione del proprio modello organizzativo orientato alla socialità: un “universo” nel quale convivano l’economia di mercato e le garanzie sociali e la cui attuazione presuppone un governo economico che guidi l’azione statale verso le priorità, entrambe di rilievo “costituzionale”, sia dell’espansione attraverso programmi di sviluppo, sia della garanzia di diritti di prestazione. 

L’attuale “governo economico europeo” è apparso poco sensibile alle istanze sociali, avendo privilegiato le politiche di conservatorismo finanziario, che hanno provocato depressione e deflazione. 

 

 Relazione Finale

 


 



 

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